“L’ipotesi neocattolica” di Massimo Prearo: una lucida analisi dei movimenti anti-gender e del loro impatto politico

L’ipotesi neocattolica:  	Politologia dei movimenti anti-genderL’ipotesi neocattolica: Politologia dei movimenti anti-gender by Massimo Prearo
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Massimo Prearo è da anni uno dei più lucidi e seri analisti dei dibattiti e dei movimenti legati alle questioni di genere in Italia e nel più ampio contesto europeo. L’uscita di questa monografia, che analizza l’ideologia e la geneologia del movimenti anti-gender in Italia, rappresenta quindi un evento importante per tutti coloro che si occupano del tema. In particolare per la volontà dell’autore di analizzare il fenomeno da un punto di vista non puramente sociologico, ma esplicitamente politologico, con un’attenzione specifica anche per la dimensione del potere.
Il primo capitolo del libro parte dal versante ideologico, ricostruendo la genesi e lo sviluppo del concetto di ‘gender’, prima nei documenti della Chiesa Cattolica e successivamente sempre più negli scritti e nei discorsi degli esponenti dei movimenti cattolici conservatori più recenti (come ProVita onlus, il Comitato Difendiamo i Nostri Figli e Generazione Famiglia, solo per citare gli esempi più significativi di una galassia estremamente ramificata). Movimenti che si caratterizzano, secondo l’autore, per una serie di novità rispetto al tradizionale movimentismo cattolico: sia per la loro extra-ecclesiasticità, con un significativo grado di autonomia rispetto alle gerarchie vaticane; sia per il loro carattere politico, che si concretizza in un approccio dal basso che non vuole identificarsi con specifici partiti politici, ma anzi utilizzare i partiti stessi per portare avanti un’agenda anti-gender, pro-life and pro-family.
I successivi capitoli tracciano appunto l’evoluzione di questi movimenti, dalle Marce per la vita all’inizio dello scorso decennio, fino ai Family Day organizzati nel pieno della discussione sulla Legge Cirinnà, e al controverso World Congress of Families tenutosi a Verona nel 2019. Un ambito movimentista che si sviluppa a partire dall’esperienza francese di Manif Pour Tous, e dagli ambienti neo-catecumenali capitolini, ma successivamente cresce fino a diventare, secondo l’autore, non solo “extra-ecclesiastico”, ma persino “extra-cattolico”, per la sua volontà di includere nel campo anti-gender e pro-family anche persone che non necessariamente facciano riferimento al Cattolicesimo (per quanto questa aspirazione rimanga spesso un’operazione di facciata). Un’operazione per cui Prearo utilizza il termine “neocattolico”, proprio per significare un progetto che si sviluppa in modo indipendentemente – e sotto alcuni punti di vista persino in antitesi – rispetto alla dottrina ufficiale della Chiesa (almeno quella di Papa Francesco, dato che il punto di riferimento ecclesiale per questi movimenti rimane largamente Benedetto XVI).
La parte forse più interessante dal punto di vista analitico – almeno per chi come me legge il libro da un punto di vista politologico – è tuttavia il quinto e ultimo capitolo, insieme alle conclusioni del volume, in cui si evidenzia più chiaramente la dimensione politica dei nuovi movimenti cattolici. Una dimensione politica che, secondo Prearo, è decisamente e consapevolmente “pre-politica”. Ovvero, rifiuta di identificarsi con un partito politico per provare invece, al contrario, a contaminare con le proprie idee (e colonizzare con i propri rappresentanti eletti) i partiti politici del campo della destra conservatrice e nazionalista. Qui emerge l’interessante punto di vista dell’autore, che contesta apertamente l’idea di “strumentalizzazione della regione” proposta da alcuni osservatori e studiosi, per parlare invece di una strumentalizzazione della politica da parte dei nuovi movimenti cattolici.
Questa è decisamente una parte che avrebbe meritato un maggiore spazio: l’unico rammarico che rimane forse al lettore del libro è quello che solo nelle pagine delle conclusioni si affronti la questione dell’approdo politico di questo movimento, con la suggestiva tesi di una metabolizzazione del discorso religioso da parte dei movimenti, che avrebbe reso possibile un uso politico partigiano dei simboli cattolici da parte di leader come Salvini. Una tesi, come già detto, in controtendenza rispetto a una parte significativa della letteratura sui partiti populisti e sull’uso politico della religione, che speriamo l’autore esplorerà più in dettaglio nei suoi lavori futuri.

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Call for papers: Religious diversity, gender and citizenship (ECPR General Conference, Oslo 6-9 september 2017)

Religious diversity, gender and citizenship

Claude Proeschel (Fondation Nationale de Sciences Politiques-GSRL, claude.proeschel@wanadoo.fr) and Luca Ozzano (University of Turin, luca.ozzano@unito.it)

ECPR General Conference, Oslo 6-9 september 2017

Please send paper proposals of up to 200 words to the convenors by email by 5 February 2017. DO NOT submit the proposals electronically at this stage: the papers accepted for the panel will be included in the panel proposal by the convenors themselves. You just need to have an active MyECPR account on the ECPR website.

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ABSTRACT
Since the mid-1980s, Europe has been going through a diversification of its religious landscape in a context marked by secularization, individualization of beliefs and religious bricolage, and migrations from Christian and non-Christian-majority countries alike. These processes have resulted in an increased religious pluralism which represents a challenge for contemporary European democracies.
Among the several issues that have been the subject of public and political debates, that of gender is one of the major stakes of religious and political tensions, being linked to religious diversity, principally in terms of religiously-oriented people against secular ones, in terms of religious freedom and fundamental rights of women and sexual minorities.
These issues concern most mainstream religious confessions, particularly the conservative or radical trends which disagree with the principles of equality and individual freedom. These oppositions are not only religious but also political, social and cultural (for example with protest movements such as the French ‘Manif pour tour’ or the Italian ‘Sentinelle in piedi’). On the other hand, some minority religions and new spiritual movements, as well as some strands of mainstream organized religions, are more favourable to embrace demands from women organizations and sexual minorities. The  gender issues cross all these domains of society and, therefore, clearly point out the complexity of the links between them, particularly the interactions between the sexual issues, the ethical and the religious diversities.

This increasing relevance has also meant, in recent years, an increasing presence in public debates, with the involvement of both the media and the political institutions, which have been called to discuss new regulations to accommodate demands from both sides of the debate.
Against this background, this panel will provide new knowledge about the multifaceted role of gender for understanding religious tensions and religious coexistence, in  contemporary times, in a citizenship perspective, as well as in terms of public policies.